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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Save the cheerleader, Save the world.


  Save the cheerleader, Save the world. 
  Inserito originariamente da Calebtobey

Avevo visto un paio di episodi in inglese mesi fa, ma scaricare in P2P i DVX non fa per me, preferisco i serial in TV, registrati con Mysky. E sono agganciatissimo a HEROES, eccome, anche arrivati solo alla puntata 4, anche se per un marvelliano professionista i colpi di scena (mica tutti…) si intuiscono  dieci o venti minuti prima.

I riferimenti – diretti e indiretti – agli albi Marvel e DC sono continui, e vedendo gli episodi di lunedì ho proprio avuto questa sensazione pazzesca, che in qualche modo HEROES catapulta nel mainstream, più di 1000 film cinematografici, il piccolo mondo per iniziati in cui viviamo noi fruitori di comics. Se anche mia zia, la mia panettiera, l’autista dell’autobus, che mai hanno letto o leggeranno X-Men o Hulk, finiscono in, e comprendono, un universo di paradossi temporali, mutazioni genetiche, poteri psichici, resurrezioni miracolose, allora vuol dire che ciò che era di nicchia non lo è proprio più. Gli Eroi sono arrivati. Gli Eroi sono tra noi. E chi salva la cheerleader, salva il mondo.

Commenti

Caro Marco hai proprio ragione, Heroes e' la dimostrazione che un certo tipo di narrativa, con i propri stilemi, con i propri temi, e' uscita dal guscio ed e' diventata prodotto di massa. Come Marvel Fan non possiamo che esserne felici! Lunga vita ad Heroes. ;) Ste P.S.: alcuni colpi di scena sono prevedibili... ma solo alcuni :)
Save the Cheerleader, Save the World!!! aspetta di vedere il colpo di scena che io chiamo "alla giorni di un futuro passato!". ma poi vedrai che alla fine ti ritroverai a dire: ma però!!!!!! iN OGNI CASO MEGLIO QUESTO DI TANTI FILMACCI TRATTI DA FUMETTI, E POI I DISEGNI DI TIM SALE!
@Stefano: ... Ancora di più, a mio avviso. A me sembra che il livello di penetrazione (e di riflessione) raggiunto da temi come quello del doppio e della maschera (su cui in fin dei conti, si sofferma anche l'ultimo evento Marvel: Civil war), del superpotere ("come lo uso?"), tutto l'armamentario fantastico citato nel post (poteri psichici, mutazioni, salti temporali ecc.) e da ultimo certe scelte stilistiche proprie della narrativa seriale, così ben messe a punto ed esperite dal genere supereroistico, abbiano raggiunto una tale penetrazione dicevo da informare di sè, di queste sue categorie, la pop-culture fino al punto da costituire un codice (è il motivo per cui alcuni critici parlano non più e non solo di genere ma di medium supereroistico). Aldilà ed oltre il più esplicito Heroes, c'è tutta una teoria di serie televisive che ha fatto simbioticamente propri i contenuti e i codici del fumetto (penso a soprattutto a Lost piuttosto che a Blind Justice, piuttosto che a 4400) ed eravamo talmente pronti ad assorbire codesti stimoli che su di essi sono potuti nascere due prodotti cinematografici rivolti ad un pubblico di massa quali Unbreakable (2000) sulla lotta tra bene e male, caposaldo del supereroismo in calzamaglia e poi il revisionista Gli Incredibili (2004), dove gli eroi sono -già- stati registrati e banditi dalla legge...