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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Pensando a Persepolis

Persepolis

Tornato a casa, dopo aver visto Persepolis, come prima cosa sono andato a riprendere il primo volume della serie, letto qualche anno fa, per confrontare l’emozione visiva della pellicola con il ricordo del fumetto di Marjane Satrapi. Ho ritrovato la stessa storia del film, quasi con le stesse battute, con le medesime inquadrature, ma schematizzata, schizzata, forse ancora più graffiante nei suoi bianco e nero essenziali, nelle figure che sembrano scolpite nella pagina a colpi di pennino.
Rispetto al fumetto, il film mantiene il bianco e nero, fatti salvi gli occasionali momenti di colore nelle scene "attuali" di Marjane a Orly. Ma è un bianco e nero vivo, volutamente quasi in 3D, pieno di ombre, di vita, di sfumature. Anche se la storia resta tetra, e ti porta quasi e oltre la soglia delle lacrime, l’apparato dell’animazione è rutilante di idee, di omaggi, di strizzate d’occhio: dall’animazione sovietica ai comics underground, da qualche momento che sembra Mafalda vs Charlie Brown a scene fintamente idilliache sulla neve austriaca volutamente oleografiche. Il risultato è davvero bello, so che è una parola banale, tabù in una recensione, ma lo sento appropriato. Bella la storia, belli i personaggi, belle le idee narrative e visive, tipo gli intermezzi storici che sembrano fiabe, pur nell’orrore di quello che raccontano. Bello un po’ tutto.
Brutto, bruttissimo, il mondo che racconta. Da un lato, l’Iran. Un pezzo di mondo a poche ore di aereo da qui dove è concesso frustare una ragazza perché sale in auto con un ragazzo, dove il fanatismo ha condannato una o più generazioni alla morte e alla repressione, dove una civiltà millenaria che poteva essere una delle potenze economiche e culturali dell’Asia è stata inghiottita  in  un buco nero di oscurantismo medievale, un po’ nell’indifferenza del resto del  pianeta. Ma anche l’Europa, l’Austria, la Francia. Non sono risparmiate dalla Satrapi.  Anche Vienna e Orly sono tetre, luoghi di menzogna, ostilità e attesa, solo diversamente meno alieni e pericolosi dell’Iran. E l’unico momento di luce, di felicità, sembrano essere i seni della nonna, con i loro petali di gelsomino nascosti nel reggipetto, pronti a cadere sul pavimento ogni sera, al momento dell’abbraccio con la piccola Marjane.

Commenti

Anch'io l'ho trovato molto bello, e la trasposizione in disegni animati non ha fatto che migliorare la già stupenda base di partenza.