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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Gli uomini matti

MadmenlogoEp102_07_madmen102c_0908Davanti a prodotti televisivi raffinati come MAD MEN, diventa difficile trattenere gli entusiasmi e non pensare che per molti versi negli USA la televisione ha sostituito Hollywood come produttrice di fiction di massa fuori dagli schemi e capace di descrivere la realtà senza veli, ipocrisie, happy ending forzati e senza l’incubo del box office sul collo. MAD MEN, prodotta dalla rete americana AMC e messa in onda su Sky dal canale Cult (una delle frequenze più interessanti del bouquet “mondo”) è un serial TV dedicato a un tema apparentemente impossibile: i pubblicitari di Madison Avenue. Nel 1960. In effetti, le trame sono essenziali, minimaliste. Intrecci familiari. Pettegolezzi d’ufficio. Storie di pubblicitari, account, clienti, riunioni esecutive. Teoricamente, niente di speciale, quasi noioso. Teoricamente. Nella pratica, l’ambientazione scelta, il 1960 a New York, e perfettamente ricostruita, diventa il vero co-protagonista, e ci fa guardare MAD MEN in estesi da spettatore.
Senza censure e senza perbenismi, gli americani del 1960 fumano ovunque, in ufficio, in treno, persino nello studio del medico. Sono razzisti con i neri, sciovinisti con le donne, intrisi di antisemitismo strisciante. Bevono come spugne. Pagano tutto in contanti o con assegno. Le case non hanno il condizionatore. Le segretarie si passano copie dell’Amante di Lady Chatterley come fosse pornografia. Le macchine da scrivere sono elettriche da pochissimo. I bozzetti sono disegnati a mano. Gli uomini dormono con il pigiama e le donne con le camicie da notte. I telefoni sono con il selettore a disco, e le chiamate passano per il centralino. In tutto il quartiere c’è una sola donna divorziata. Andare dallo psichiatra è una rarità e visto alla meglio come una bizzarria. Trionfa il politicamente scorretto.
Con una recitazione e una fotografia ai massimi livelli, e un’art direction così sofisticata da far venire il mal di testa, MAD MEN è un piacere assoluto. Non perdetelo.

Commenti

NAAAAAAAA!!!!! Fighissimo! Adesso chiedo agli amici che lavorano all'Armando Testa. Secondo me è già diventato un "mai più senza" da loro!!! Grande Marco, ottima segnalazione! Fab P.S.: alla fino l'ho ritrovato il tirannosauro. Era tornato nella terra selvaggia. Che ci vuoi fare, esiste la nostalgia anche per i rettili. Poi dicono che hanno il sangue freddo... :-D