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Cuoredichina di Marco Lupoi

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April in NYC


April in NYC
Inserito originariamente da Marco40134
Nella Grande Mela, ad aprile, con il sole che splende, vedi gente con le infradito e la Tshirt e a fianco turisti con il piumino, dato che la temperatura oscilla tra i 26 e i 9 gradi, tra il giorno e la notte.
La città è più vibrante e viva che mai. Ricordo come era nel 1986, alla mia prima visita. Non si poteva camminare sulla 42esima, con prostitute in giro e relativi papponi, Times Square era una sentina, ovunque – appena ci si allontanava dalle aree protette – aleggiava un’aura di squallore e/o di sottile pericolo. In metropolitana, la sera, dovevi stare rigorosamente nelle aree illuminate, vicino all’ingresso.
Adesso, onestamente, sembra di stare in un parco giochi, con gente e turisti in giro a ogni ora del giorno e della notte. I ristoranti sono uno spettacolo, i musei sono uno spettacolo, e così pure i parchi, le strade, i negozi, gli hotel. Sembra tutto pensato per stupire, divertire, fare di New York la capitale mondiale dell’intrattenimento…

Solo qualche appunto di cose fatte-mostre viste, nel caso abbiate un viaggio a New York in programma.

La mostra di Murakami, per ogni appassionati di manga-anime, è un must assoluto. Si svolge al Brooklyn Museum, facilmente raggiungibile con il metro 2 in circa 30 minuti da Manhattan. L’artista giapponese è presente con una retrospettiva molto ampia, con uno stile che mischia anime-manga-design-sfruttamento più o meno insolente dei marchi. Il nadir o lo zenit della mostra, fate voi, è la boutique di Vuitton inserita all’interno della mostra, che vende le borse realizzate da Murakami per la ditta francese, al modico prezzo di 1300 USD “and up”).

Nella Bowery, a fianco di Soho, futuro quartiere “borghesizzato” e turisticizzato, ha aperto il “New Museum of Contemporary Art“. Le mostre all’interno sono sull’esoterico andante, ma ovviamente la principale fonte di interesse è il palazzo del museo, sorta di pila di cubi giganti sovrapposti, opera degli architetti nipponici Sejima and Nishizawa – in codice SANAA. Andateci nel fine settimana, perché negli altri giorni non c’è accesso alla terrazza.

Al Moma e al PS 1 ha appena aperto una gigantesca personale di Olafur Eliasson, artista scandinavo che gioca con la luce, la materia, lo spazio. Ho solo visto la parte del PS 1, a Queens, arrivatoci da Brooklyn dopo una avventurosa maratona di mezzi pubblici, e sono rimasto sbalordito: arcobaleni ricreati in situ, uno specchio circolare e roteante sul soffitto, di 10 metri di diametro, composizioni e scomposizioni di isolotti, ghiacciai, iceberg, scogli, fontane con l’acqua che scorre dal basso verso l’alto. Sul sito del Moma è possibile visitare online la mostra, fateci un salto.

Al Guggenheim, altra mostra di arte moderna da non perdere, del cinese Cai Guo-Qiang, che lavora con la polvere da sparo, le esplosioni vere o simulate, gli animali impagliati, e ha trasformato la spirale del Guggenheim in uno spazio magico dove è possibile correre con i lupi, andare in canoa, sfiorare statue d’argilla in decomposizione, ammirare nove automobili sospese nel centro della struttura, immortalate in una silenziosa, colorata, inquietante esplosione.