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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Sotto l’armatura batte un cuore

IronmanwallpaperDei fumetti di Iron Man che leggevo da ragazzo mi piacevano certi titoli roboanti: Sotto l’armatura batte un cuore, Un tremito di memoria, una svolta della mente, Il sipario si alza sul gioco della morte. Leggevo le sue storie, che erano spesso le mie preferite dell’intero albo, in appendice a DEVIL prima e a L’UOMO RAGNO poi, nel cuore degli anni ’70. Quindi in edizione americana nei lunghi anni di traversata del deserto, prima che l’Uomo di Ferro tornasse in Italia per i tipi della Playpress dal 1989 al 1994, e quindi sotto la mia direzione, col marchio Marvel Italia/Panini Comics.
Mi piacevano le storie di George Tuska, avevano una loro drammatica sciatteria, un pelo di sottile trasgressione, e il povero Tony Stark, con il cuore a pezzi spesso non solo metaforicamente, che se la vedeva con Firebrand, Midas, Madame Maschera (Madame Maschera!), il Mandarino, Titanio, ma anche con il Mostro di Frankenstein, il Lama Nero (il Lama Nero!), il Controllore e non solo. Mi piacevano le storie di John Romita JR, quelle nello spazio, quelle dell’alcolismo, quelle del laser vivente, di Fin Fang Foom, della seconda guerra delle armatura. Ma mi sono piaciute anche le storie di Bob Layton, di John Byrne, Joe Quesada, Sean Chen, e ovviamente le ultimissime, spettacolari, di Warren Ellis e Adi Granov, che hanno creato l’Iron Man moderno, la fusione tra macchina e uomo oramai arrivata all’ultimo stadio, al livello genetico, alla carne che quasi si fonde con il metallo.

Con queste premesse, sono andato a vedere il film di Iron Man con grosse aspettative, dopo aver letto parecchi commenti entusiastici: dopo aver aspettato la scena “bonus” alla fine dei titoli di coda, unico pazzo assieme a 3 amici e a un’altra coppia di spettatori bene informati, sono uscito dal cinema molto soddisfatto, quasi euforico, con tante idee e riflessioni in testa.

Ho pensato ai primi film di supereroi “moderni”, Superman e Batman. I registi e produttori avevano preso solo le idee di base dei fumetti, e le avevano poi totalmente rivedute e corrette, a loro piacimento, spesso modificando origini e look, adeguando il casting alle loro idee anziché alle esigenze del fumetto (ecco quindi Luthor con i capelli, o un Batman senza phosique du role).
Nei film di super eroi contemporanei, pur con l’esigenza cinematografica di compattare in due ore una serie di spunti narrativi che a volte vengono da anni di storie, il rispetto nei confronti della fonte originale è molto forte. Anche se va tutto ammodernato, hollywoodizzato, rifinito, le aspettative dei fan, dei lettori originali, non vanno deluse. Pepper deve essere rossa. Tony deve avere i baffi (beh, il pizzetto, come da ultimi sviluppi dei comics). Deve costruire l’armatura in prigionia, deve diventare amico dello scienziato che lo aiuta. Deve rinunciare a costruire armi. Deve avere come migliore amico un pilota dell’aviazione di colore. Deve avere una guardia del corpo ex-pugile che si chiama Happy (Hogan, interpretato dallo stesso regista del film, Jon Favreau).
Poi, una volta stabilito un grosso “blocco” di aspetti che sono ripresi pari pari da intere annate dell’IRON MAN a fumetti, si possono fare i “tweak”, gli aggiustamenti.
Dal Vietnam si passa all’Afghanistan. Obadiah Stane da rivale in affari diventa un socio. La location dell’azione da New York diventa Los Angeles (ma Iron Man si è anche mosso in California per parecchi anni). Jarvis da maggiordomo in carne ed ossa diventa un assistente computerizzato. Il signore della guerra che cattura Tony ha come aiutante un tipo calvo e mongolo che manipola nervosamente un anello (e il suo gruppo si chiama “i Dieci Anelli”, giusto per fare capire il riferimento al Mandarino anche ai più ottusi…).
E poi, su questa struttura che mescola quel che possiamo aspettarci con qualche strategica “revisione”, ci si mettono i dialoghi, la caratterizzazione, i combattimenti, le battute, gli effetti speciali, le location.

Il risultato –nel caso di Iron Man – è decisamente ben riuscito. Iron Man è uno dei migliori film di super eroi (ormai un genere a se stante) di tutti i tempi, lassù con Spider-Man I e II e X-Men II, forse un pelino più riuscito non fosse altro che per la forte performance di Robert Downey Junior (che sembra NATO per essere Tony Stark, tutto energia, coraggio, ironia, faccia tosta) e dei suoi tre co-protagonisti, Gwineth Paltrow perfetta nei panni della rossa assistente Pepper Potts, Jeff Bridges, nel ruolo del socio Obadiah Stane, e Terrence Howard nel ruolo dell’amico James “Rhodey” Rhodes.

Iron Man è da segnalare come primo film Marvel a tentare la costruzione di un universo più ampio, come ben spiegato nella “scena nascosta” in coda ai titoli finali, e l’imminente apparizione di Tony Stark nel film L’INCREDIBILE HULK sarà il primo “crossover filmico” mai tentato dalla Marvel, testa di ponte per la creazione di una continuity vera e propria in celluloide anziché su carta. E nel film ci sono già ben presenti almeno un paio di spunti per eventuali sequel, nonché i “semi” per un film dello SHIELD e/o per uno dei Vendicatori. Quindi un film che funziona non solo a sé stante, ma anche come tassello per la costruzione di un meta-universo, qualcosa di mai tentato prima, ma che poteva venire solo dalla Casa Delle Idee che sull’elaborazione di un cosmo di fiction coerente ha costruito la sua grandezza in oltre 45 anni di storie.

Commenti

Ho visto il film appena uscito(e aspettavo trepidante una tua recensione). il mio "senso di ragno" che mi preannuncia eventuali cine-zozzerie è stato zitto, il film mi è piaciuto parecchio e devo dire che robert doweny jr è semplicemente grandioso, regge il film sulle sue spalle e lo porta in giro benissimo. quello che è più affascinante per i piccoli nerd(di cui faccio fieramente parte) è questa costruzione del "marvelmovie universe"..tutte cose che hai già detto giustamente tu.. quindi questo mio commento è inutile, ma non ho resistito..la scena dopo i titoli di coda è stata un colpo al cuore... saluti esoterici... aLeX
Io lo devo ancora andare a vedere... non vedo l'ora :P X-Bye
Io, da fan Marvel duro e puro, quando ho visto lo Shield e Nick Fury alla fine ho avuto un paio di mancamenti per la gioia. Da qua in poi, secondo me, i film Marvel saranno dei fumetti senza carta.. Iron Man è da 9!!
Ciao, Condivido tutto. E' un film che piace perché, pur divertendo, si avvicina molto all'idea di un supereroe verosimile, se non realistico, in un universo altrettanto verosimile, con problemi vicini all'uomo comune ( non solo paura-repulsione della guerra, ma anche isolamento, difficoltà ad aprirsi agli altri, coraggio di fare scelte radicali). Unica nota stonata: l'inventore fabbrica-armi è un po' troppo figo e spensierato, rispetto alle decisioni che prende. Specie se tutto il suo pentimento alla fine si risolve nel creare un'armatura che succhia energia , quando potrebbe usare la sua VERA geniale invenzione per scopi ben più umanitari che divertirsi con un giocattolo( che è la fonte di energia, stavolta, e non l'armatura in sé, come invece succede nel modello fumettistico tramandato prima da Lee e Ditko e continuato con Millar e soci). Per una volta, ricordiamo che la realtà non è troppo distante dalla fantasia: un produttore di armi pentito ( mine antiuomo) lo abbiamo avuto anche in ITalia, per la precisione nell'azienda che costruiva le famigerate mine Valmara 69 (" Pappagalli Verdi"), la Valsella.
Scusa, mi è scappato un refuso, con " Lee e Ditko" intendevo: Lee Lieber e Kirby, sebbene (tu non hai certo bisogno che te lo ricordi, ma magari è piacevole da dire :) fu lui, l'inventore grafico di Spider-man, a ideare graficamente l'armatura rosso dorata.
Sono uscito dal cinema euforico: senza dubbio il miglior film tratto da una serie di Marvel di sempre! è semplicemente perfetto e non vedo l'ora di vedere il prossimo Hulk con Iron Man special guest... Se la Marvel continuerà con questi standard qualitativi (e dimenticherà certi passi falsi fatti in passato) i prossimi film saranno una vera goduria!