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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Non pensiamoci

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In molti mi avevano consigliato questo film, Non pensarci, di Gianni Zanasi, che ho visto con piacere domenica sera, divertendomi anche parecchio e con qualche momento di vera ilarità. La storia è quella di Stefano (Valerio Mastandrea), musicista in crisi a Roma, che decide di rifugiarsi presso la famiglia d’origine, a Rimini, e finisce per diventare – nonostante sia in fondo la persone meno affidabile del mucchio – il confessore e la stampella emozionale di genitori, fratelli, ex amici e parentela allargata, in un ritratto sottilmente feroce delle miserie e delle assurdità della borghesia di provincia, tutta silenzi, omissioni e malinconiche routine. La sceneggiatura è lieve, godibile, le recitazioni tutte di livello.

La mia unica perplessità riguarda in generale questa categoria delle commedie italiane degli ultimi tempi, diciamo quelle con qualche pretesa qualitativa. Possibile che ricalchino TUTTE uno stampo narrativo prefissato (di solito: la crescita emotiva e/o esistenziale di uno o più personaggi che attraverso traumi di vario genere passano da uno stato A a uno stato B)? E possibile che SEMPRE nella seconda parte del film ci siano scene con musica rock-pop-jazz a tutto volume, senza dialoghi, che fanno vedere, magari al rallenti, “come continua la vita” per i vari personaggi? E’ diventato così tanto un cliché, che anche quando lo fa Zanasi, con grazia e leggerezza, mi viene da pensare a quanto sia diventato scontato questa specie di onnipresente topos cinematografico.

Ma forse è meglio non pensarci.

Commenti

Nelle scuole di scrittura non fanno altro che ripeterti "dramma", "dramma interiore", "dissidio", e poi se vuoi che il film funzioni ci devono essere degli spettacolari "turning point", quindi tutti i personaggi principali devono uscire cambiati da "questa" storia... la classica storia in tre atti, che se ti azzardi a non rispettare rischi di diventare sperimentale, fuori dagli schemi, figlio d'arte, fuori mercato etc. Tocca cambiare, pare, almeno da A a B. Non ho ancora visto questo film, spero di vederlo presto. Ciao Marco un saluto, Bruno
CIAO MARCO! Venerdì sono venuto a cercarti in fiera. Mi hanno detto che eri in giro. Solo che avevo poco tempo e son dovuto scappare. Poi sono tornato domenica, chè avevamo organizzato una cosa con Licia Troisi. Ma tu non c'eri già più. Mi spiace! Mi sa che non torni a giugno, vero? Fab
Bel blog, marco, complimenti. Tornero' presto a leggerlo.
Bel blog, marco, complimenti. Tornero' presto a leggerlo.