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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Ancora FacciaLibro


Rispetto al primo post in cui ho parlato del Social Network del momento, FaceBook, le cose si sono fatte  ancora più divampanti per gli utilizzatori del "libro delle facce" o "feisbuk" per gli amici. Da quando il sito è stato tradotto in italiano, francese etc (con la traduzione realizzata dagli stessi utenti tramite un ingegnoso sistema di revisione ed editing collettivo), l’uso del sito si è propagato nel nostro paese in maniera virale, esponenziale. Se fino a qualche mese fa ricevevo una "richiesta di amicizia" alla settimana, sono ormai a quota due-tre al giorno. A volte sono persone che effettivamente conosco, amici "reali", o conoscenti legati al lavoro. Ma quasi sempre sono completi sconosciuti, magari lettori di questo blog o dei miei albi a fumetti, o anche persone che proprio non hanno nessun legame con me, che magari mi hanno visto nella lista degli amici di qualcuno dei miei amici di FB e stanno attuando una sorta di politica di "aggancio di massa".

Come se avere 200 o 300 o 4.000 amici di FB fosse un titolo di merito, e sostituisse il valore magari dei 2 o 3 o 4 amici veri che alla fine possiamo dire di avere nella nostra vita materiale.

Il dubbio atroce che viene dopo un po’ in Facebook diventa quindi "chi accetto come amico?". In FB, accettare qualcuno come amico significa non solo rendergli visibili i propri dati personali, ma anche ricevere il flusso delle notizie e degli aggiornamenti della persona. Se accetto come amico qualcuno che conosco, probabilmente mi interessa sapere che ha cambiato casa o fidanzata, ha passato il fine settimana al mare o che ha visto Hancock e gli è piaciuto, ma se queste stesse inrformazioni mi arrivano su un completo sconosciuto, il proverviale "ecchissenefrega" viene spontaneo.

Allo stesso modo, ogni pezzetto di minima immoralia che inserisco in Facebook, dai libri letti agli aperitivi bevuti, dai sogni ai programmi TV ai menu delle cene, finisce trasmesso in diretta a tutti i miei amici virtuali, e l’idea che il mio stream of consciusness personale e futile finisca sullo schermo di illustri sconosciuti, qualche turbativa me la dà.

Quindi, per ora, continuo ad accettare in Facebook solo persone che conosco, un po’ controcorrente dato l’uso che si sta affermando di questo strumento. Magari pronto a cambiare idea un giorno, quando ormai FB sarà così diffuso che lo useremo anche per l’elenco della spesa o per fissare la sveglia la mattina.

Commenti

E infatti ho evitato accuratamente di mandarti la richiesta. Davvero, onestamente mi sembrava una cosa... Insomma, va bene che leggo il tuo blog e che due minichiacchiere in qualche fiere le abbiamo fatte, ma..... poi? No, secondo me Facebook entra nella privacy della persona. E quindi quella persona la devi conoscere, per entrare nella sua cerchia. Molto diversa la community di flickr, che è molto meno invasiva da quel punto di vista. Saluti, Fab
La mia esperienza con Facebook è che ci sono entrato da un mese su istigazione di un amico, e in poche ore avevo più di 80 «amici». Di costoro «frequento» con regolarità, con le modalità caratteristiche di quell'ambiente, forse una decina. Gli altri sono lì, in una specie di archivio di possibilità non sfruttate. Tra coloro che frequento, solo alcuni li conosco anche nella vita fuori Fb. Gli altri li conosco lì dentro e basta. Ma sto facendo così in maniera programmatica. Il web è un mondo diverso dagli altri che frequentiamo, e a sua volta non è monolitico ma è costituito da numerose nicchie. È un ambiente che si aggiunge all'ecosistema di ambienti in cui ci troviamo a interagire con altre persone nei vari momenti della nostra giornata. Mi pare che il modo efficace di affrontarlo sia integrarlo. Chi dice: «Molla quella tastiera e vai a farti una camminata, che fuori c'è il sole», dovrebbe riflettere sulle abitudini di una società che di «camminate» ne fa sempre meno, e che se si alza dalla poltrona dell'ufficio lo fa per sedersi sul seggiolino dell'auto e mettersi in colonna – a prescindere dal fatto che ci sia il sole o piova. Ma certo, io non sono una persona pubblica, se non in piccole cladi provinciali. Dopo la prima ondata di persone che volevano conoscermi, il flusso si è fermato. Non sono il politico cui fa gioco avere 4˙000 «amici» cui inviare la propria propaganda elettorale, o il Lupoi che da anni migliaia di persone leggono ogni mese. P.S. Chissenefrega della mia esperienza personale in Fb, visto che non sono una persona nota? Be', magari a qualcuno interessato di statistica e al diverso uso che persone diverse fanno degli strumenti tecnologici. Guido Tedoldi
Gli amici dei miei amici sono miei amici ? L'esperienza insegna che, no, non è sempre così automatico, anzi... Talmente impegnativa poi è l'arte dei 6 gradi di separazione che concordo con l'autore : in FaceBook solo persone che conosco, personalmente o virtualmente, da tempo.
mi sono iscritta a faccialibro da 2 settimane circa ed ho 24 amici.c'è chi si è iscritto più o meno il mio stesso giorno, e ne ha 40, 70, 80. io ho 24 amici. ho sempre pensato di essere un po' antisociale, e grazie a facebook ne ho la conferma. o 24 amici sono già troppi?