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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Musica nuda

 

In una delle trasformazioni che sono sempre possibili, anche oltre i 40, ho iniziato miracolosamente a interessarmi (un po’…) alla musica classica. Questo è stato sempre uno dei miei punti ciechi, una di quelle cose cui la gente non crede quasi (anche perché ho “la faccia” di uno cui la musica classica dovrebbe piacere). E invece non ho praticamente nessun disco di classica, e confesso che anche solo ascoltarla mi ha storicamente messo a disagio, innervosito, inquietato, per non dire alcune volte persino angosciato. Posso entusiasmarmi per il jazz, il soul, il trance, la disco, il pop, i cantautori, la musica brasiliana, latina, nordica, turca, anche per l’elettronica più inclassificabile, ma il rock duro, il metal e la classica non le ho mai potute digerire. Credo che l’avversione per quest’ultima derivi da moltissime cose, ma soprattutto per un aspetto della classica che mi ha spiegato un grande maestro: “La musica classica non è pensiero, è emozione pura”. Ecco, credo che per certi versi ho avuto il timore di lasciarmi andare all’emozione pura, a qualcosa di infinitamente grande, maestoso, epico, come la classica, e allo stesso tempo misterioso, iniziatico, tramandato nei secoli, capace di piegare la storia e accompagnarne i passi… qualcosa di sovrumano, di divino quasi.
Adesso, alla vigilia dell’inverno 2008-2009, mi sono sorpreso a restare incollato ai canali di classica in digitale che si ricevono via satellite, o a racimolare i pochi CD di classica presenti in casa, magari regali del passato mai ascoltati o allegati a riviste. O a comprarmi un disco che mi sembra avere dentro tutta l’energia e il divino che voglio a me vicini adesso, i Carmina Burana di Orff.
E’ ancora tutto misterioso, enigmatico, decifrare gli stili, capire il gergo, il linguaggio, il codice, ma alla fine ci rinuncio (perché era quello, alla fine, l’errore) e rimango dentro l’unica cosa che conta: l’emozione, il mistero di una musica che è fuori dal tempo, che è – come l’amore – immortale, e parla a noi come ai nostri antenati e e discendenti e a cui non si può che arrendersi, con umiltà, nella notte.

Commenti

Anch'io, fino a 6-7 anni fa, rispecchiavo il tuo profilo musicofilo. Poi, affascinato per caso una mattina da "Le Bourgeois Gentlhomme" di Lully ascoltato alla radio, ho incominciato ad interessarmi alla 'classica' (più barocca, in realtà) e da allora mi ritrovo ad accumulare cd (che ormai devono essere arrivati tipo alla cifra di 400, e non so più dove metterli!). p.s.: e pensare che compro solo quelli che ritengo 'molto belli'. .