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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Per un galateo di Facebook

L’esplosione Facebook, scoppiata negli ultimi mesi e ampiamente documentata in questo blog (e in Nova100 in generale), ha raggiunto ormai proporzioni "di massa" nel nostro paese, con una rapidità di diffusione incredibile. Parlando anche solo per esperienza personale, mi sono registrato il 1 agosto 2007, con poca convinzione (mi sembrava una roba un po’ inutile). Ero un fan di Flickr, il sito di fotografia, che ha anche un aspetto "sociale", benché decisamente limitato e molto collegato alle tematiche della fotografia.
Finché l’interfaccia di Facebook è rimasto in inglese, avevo una manciata di "amici", soprattutto americani, inglesi, canadesi e qualche sparuto avanguardista tecnofilo italiano. Ma FB è davvero esploso da quando l’interfaccia è stato tradotto nella nostra lingua, e da quando soprattutto sono state introdotte delle "killer applications" come il poter commentare gli status dei propri amici, il poter pubblicare nel profilo testi, link a video e a siti, ma soprattutto da quando è stata inserita una specie di "mini-chat" dal funzionamento oscillante ma alla fine funzionale.
Il risultato è che adesso ho oltre 500 amici (aiuta avere anche oltre 200 lettori delle mie testate), ma soprattutto che ho ripreso un contatto virtuale ma quasi quotidiano con persone importanti o meno del mio passato, di cui all’improvviso rivedo i volti, conosco lo "status" personale e spesso emozionale, seguo i movimenti e le peripezie. Perché su FB – e questo è l’incredibile – la gente racconta e rivela un sacco di cose, e anche se un filtro di censura regna sovrano, la quantità di emozioni e sensazioni che si hanno – soprattutto sui propri amici reali, passati o presenti – è impressionante. Mi sono trovato a interagire con amici e conoscenti in una maniera virtuale solo nella forma, ma alla fine molto concreta a livello emotivo, tipo "parlare" con il mio migliore amico dei 10 anni e ricordare i pomeriggi al mare a leggere giornalini e a organizzare mercatini di fumetti, recuperando dalla sua memoria brandelli della mia ormai perduti, e improvvisamente, miracolosamente ritrovati. Oppure organizzare uscite, cene, ritrovi, feste, sempre attraverso l’interfaccia di FB (vi basti sapere che io e mio fratello lo usiamo quotidianamente per stare in contatto).

Non parliamo poi dell’aspetto lavorativo—- gran parte degli autori e degli operatori del fumetto mondiale sono su FB – e mi sono trovato a chattare alle 2 di notte con qualche corrispondente della West Coast americana, o a controllare se l’autore X o Y erano in città o a qualche Fiera.

In tutto questo, in questa nuova frontiera della comunicazione, mi accorgo sempre più che come spesso succede non ci sono le buone maniere, non perché siano state perdute, ma perché nessuno le ha ancora scritte, non sono ancora state stabilite.

Non ho la pretesa di farlo io, ma due o tre sassolini dalle scarpe, a esattamente 16 mesi dalla mia iscrizione a FacciaLibro, me lo vorrei togliere.

Regola 1: quando si chiede l’amicizia a qualcuno, come si farebbe nella vita reale, si bussa, e si fanno dei convenevoli. Tipo "Ciao Tizio, che bello vederti su FC! Diventiamo "amici"? Questa regola, se è forse voluttuaria se si chiede l’amicizia è qualcuno che si conosce davvero, diventa INDISPENSABILE se si chiede l’amicizia a uno sconosciuto. Devo dire che i miei lettori sono tremendi, e solo 1 su 20 si degna di dire "Ciao! Ti seguo sui tuoi comics, diventiamo amici?".

Regola 2:  quando si è amici di qualcuno, è d’uopo essere gentili, rispettosi. Nel fare commenti, dato che si è "veramente" in casa di qualcuno, in uno spazio virtuale che appartiene a una persona e di cui si ha ricevuto un invito a entrare, evitare ironie, battutine e battutacce. Proprio come nella vita vera, se si va a casa di qualcuno non gli si dice "ma che schifo questo divano", e su FB non si commentano sardonicamente attività, idee e pensieri del prossimo, nella loro pagina.

Regola 3: FB nasce come uno spazio per gli amici, per il tempo libero; non si parla di lavoro (a meno che in qualche modo la persona interessata non lo richieda o lo preveda, vedi i profili dei politici), e assolutamente mai con accezione critica o negativa (non immaginate i nervi quando un paio di lettori mi hanno scritto su FB per lamentarsi di un errore di traduzione o nell’assegnazione di un codice ISBN).

Regola 4: FB nasce come un "libro di facce", l’equivalente online di un annuario scolastico. L’idea è quindi che tutti mettano la loro faccia e il loro nome e cognome. Continuo a non approvare coloro (e non sono pochi) che mettono facce di altri, e usano pseudonimi invece del loro vero nome. E quindi, per politica, di solito non li accetto come amici. Se io vi do la mia faccia e il mio nome, per entrare a casa mia dovete fare altrettanto.

Infine, cosa fare se si riceve richiesta di amicizia da una persona che si conosce, ma con la quale – onestamente – non si vogliono avere (più) rapporti? O con cui non si vogliono avere rapporti al di fuori del lavoro?
Nella vita "reale", il 99% dei rapporti di amicizia o frequentazione finiscono senza un vero taglio, senza litigi, senza un confronto; semplicemente, ci si allontana, si smette di chiamarsi e di vedersi. Se si riceve una richiesta di amicizia su FB da una persona con cui si ha questo tipo di vissuto, che fare? Continuare a non stare nel conflitto, accettando inerzialmente la richiesta? Oppure declinare l’invito premendo l’intrigante pulsante "ignora" che Facebook offre ogni volta?
Qua credo che ognuno darà una risposta personale. Conosco individui che diranno sì comunque a chiunque. Altri che diranno di sì, per poi "depennare" dalla lista degli amici le persone non gradite (è una procedura facilissima, e l’interessato non ne viene neppure informato…).
Alcuni che non solo ignoreranno la richiesta, ma scriveranno pure una mail tutta risentita di spiegazioni al malcapitato.

La mia "regola" che mi sono dato, è che alla fine questo spazio virtuale è concepito come una "casa" in cui facciamo entrare solo chi vogliamo, solo chi ci piace, chi ci mette a nostro agio. La cosa migliore, nel caso di una richiesta non gradita, è semplicemente premere il tasto "ignora", un lusso che nella vita abbiamo solo selettivamente, ma che Facebook – molto democraticamente – offre a tutti.

Commenti

Bellissimo post, interessante analisi di Facebook, fenomeno ormai dalle proporzioni colossali. Il dubbio che nutro nei confronti di Librofaccia è il seguente: nell'elenco amici ho veri e propri amici ma anche molti conoscenti; come fare a bilanciare la voglia di condividere qualcosa con gli amici (ad esempio le foto della festa di Halloween dove mi sono travestito da Harry Potter) ed evitare di sentire quel senso di disagio nel sapere che le medesime informazioni saranno a portata di mano dei conoscenti? Evitare di condividere queste informazioni toglie il senso a Facebook. Allo stesso modo evitare di accettare nella propria schiera di "amici" anche i conoscenti toglie anche questo un po' di senso a Facebook. Un caro saluto!
E adesso ho un solo dubbio: è meglio che commenti questo tuo bel post qui o direttamente su FB? Un saluto Andrea