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Cuoredichina di Marco Lupoi

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Ricercato (ossia una post recensione di “Wanted”)

Sono settimane di fuoco queste, le peggiori dell’anno, come ho spesso spiegato, in cui tutto si sta per azzerare il 31-12 e in cui dal 1 gennaio saremo (lavorativamente) all’inizio di un nuovo anno di gestione, a zero copie vendute, zero fumetti pubblicati, zero risultati raggiunti: l’assurdo "uroboro" dell’industria moderna, in cui ogni azienda a fine anno azzera i conti e ricomincia da capo, per 12 mesi ancora di emozioni, in un cerchio senza fine. E in questi giorni in cui arrivo alle 19.00 con la testa che scoppia e gli occhi incrociati dopo 9 ore dentro excel e powerpoint, la parola d’ordine a casa è "relax". Staccare la spina. Completamente. Fare un po’ l’orso, magari, limitando i contatti fuori casa alle amicizie virtuali di Facebook, e concentrandomi sul riposo, sull’andare da qualche altra parte, in qualche altro spazio.

Ho iniziato a rileggermi Watchmen, oggi. Pur avendolo pubblicato una volta in italiano, una in francese e due in tedesco, e acquistato in almeno tre diverse altre edizioni, non lo leggevo dal 1986, dalla sua prima versione in comic book acquistata per corrispondenza da Mile High Comics, e letta con la sensazione netta di avere di fronte un’opera spartiacque: Watchmen era il fumetto rispetto al quale ci sarebbe stato un "prima" e un "dopo", il primo vero romanzo a fumetti dell’era moderna, il primo tentativo di successo di de-costruire l’iconografia dei super eroi e mostrarceli nelle loro ipocrisie, nella loro follia, nel loro squallore. Devo dire che a oltre 20 anni di distanza, rileggerlo è come ritornare dentro un "mito", all’opera pura del genio, anzi, dei due geni, Moore e Gibbons, mai così divini. Ma ne torneremo a parlare, man mano che proseguirò nella lettura e man mano che ci avvicineremo all’uscita del film, il prossimo marzo.

Ho invece riletto e finito un’altra opera dello stesso filone, Wanted, di Mark Millar e JG Jones, molto più recente, e ironicamente già dotata di un film tutto suo, da poco uscito in DVD e visto quasi in contemporanea. E’ davvero impressionante leggere Wanted e Watchmen uno dopo l’altro, e vedere in che modo quella che era un’idea innovativa nel 1986, la destrutturazione del mito del super eroe, diventa alla fine un ennesimo genere all’interno dell’universo dei comics americani, un anticliché che diventa un nuovo cliché. Millar vent’anni dopo non ha alcuno dei confini morali dell’opera di Moore, o delle sue sottigliezze: gli antieroi di Millar sono dei veri e propri supercriminali, che dominano segretamente il mondo dopo aver ucciso tutti gli eroi e averne cancellato il ricordo dalla mente degli umani. Sono antieroi che uccidono, torturano e stuprano per il puro piacere di farlo, solo perché possono, e il tutto è così sfrontato, blasfemo, immediato, da segnare subito l’abisso di distanza con gli sciagurati e patetici eroi di Watchmen, dotati di un loro lirismo e di un loro perché all’interno di un mondo pre-apocalittico segnato dall’orrore e dalla pioggia.

Detto questo, Wanted è pur sempre una delle opere dei comics più importanti di Millar, anche se forse inferiore al suo Ultimates. Una bella lettura, stimolante, piena comuqnue di idee sovversivamente eccessive come nel gusto di Millar (e ottimamente disegnata da Jones, cosa che non guasta).
Il film omonimo d’altro canto è…. solamente un caso di omonimia. Sì, ci sono alcune delle idee iniziali del fumetto, riprese fedelmente nei primi minuti: il ragazzo imbelle, cornuto e frustrato sessualmente, il killer assassinato in maniera mirabolante che è il padre segreto del ragazzo, l’ascesa dello stesso ai massimi livelli di una confraternita di assassini.
Poi, dopo pochi minuti, sceneggiatore e regista iniziano a fregarsene del fumetto di Millar e ci raccontano la loro storia. Un bel po’ di political correctness, eliminazione degli aspetti più fantastici del comic, aggiunta di una serie di idee non male (tipo il "bagno rigenerante" che cura le ossa dei protagonisti dopo ogni batosta), ma tantissime cose belle del fumetto del tutte dimenticate. Forse per budget? O forse per paura che gli spettatori non potessero capire l’idea dei mondi paralleli, l’idea di un’amnesia collettiva, o l’idea che il protagonista uccidesse e stuprasse gente casuale solo "per vedere l’effetto che fa"? Sia come sia, Wanted fumetto e Wanted film sono due cose diverse, belle e interessanti in modo diverso, ma imparentate solo alla lontana…

Commenti

No! non mi dire che "post" è femminile! un salutone Andrea PS: anche su FB...
Hai perfettamente ragione! purtroppo però ho il timore che l'importanza linguistica che hanno avuto sia Watchmen che Wanted nel fumetto non sarà mai trasferibile nel cinema.. e ho paura che watchmen ne sarà una conferma, le vicissitudini che lo stanno precedendo lo dimostrano. forse in questo caso l'unico spartiacque rimarrà The Dark Knight. buon lavoro Marco