Come si può tradurre per il grande schermo la graphic novel più importante del fumetto in lingua inglese? Come si possono condensare in 156 minuti le 408 pagine che Alan Moore e Dave Gibbons regalarono al mondo nel 1988, cambiando e rivoluzionando definitivamente tutto l'immaginario dei super eroi, rivelandocene l'orrore e la gloria, e creando un universo parallelo di infinita complessità e visionario sense of wonder?
Le domande vengono spontanee avvicinandosi al film di Zach Snyder appena uscito in Italia e nel resto del mondo. Davanti a un'opera a fumetti così complessa, che condensa una quantità così fitta di idee e di concetti, che dipinge un universo intero parallelo e confluente al nostro, il film si pone con una sorta di umiltà deferente ma non passiva. Da un lato riprende gran parte del fumetto quasi scena per scena, dettaglio per dettaglio, battuta per battuta, inchinandosi al genio di Moore e Gibbons; dall'altro si permette di prendersi qualche inevitabile libertà. Accentua le scene di azione e violenza, spesso oltre l'eccesso, rende più esplicite persino le poche scene di sesso, che all'epoca furono le prime rappresentazioni realistiche di coiti tra un uomo e una donna all'interno di un albo a fumetti americano, e che trasferiti sul grande schermo non rendono proprio al 100% la loro natura innovativa.
Snyder interviene persino sul finale del fumetto, che ne rappresentava forse il tallone d'achille, rendendolo ironicamente migliore, più logico, efficace.
Per chi ha letto e conosce bene il fumetto, assistere al film è un'esperienza: sono rimasto in bilico tra il riconoscere tutti gli elementi che amavo, nei dialoghi, nella sceneggiatura, nei dettagli delle scene, e nel notare tutto quello che Snyder ha aggiunto, per rendere più cinematografico il tutto per lasciare il segno, rendere WATCHMEN un film da XXI secolo a vent'anni dalla sua prima edizione cartacea.
Le cose che ho amato sono i personaggi, splendidamente resi, che praticamente sembrano ricalcati sui disegni di Gibbons: lo sguardo da pazzo di Kovacs, la testa spaccata di un cane, il sorriso di Ozymandias, l'espressione assente del Dr Manhattan, la pancetta di Gufo Notturno, il sorriso rovesciato dello psichiatra che ha in cura Rorshach. Ho amato anche le scene al rallentatore, e i clip musicali con canzoni anni '80, due aspetti molto criticati ma che si giustificano pensando che Snyder ha dovuto rendere al cinema un fumetto graficamente definito in maniera assolutamente rigida e maniacale, che in sé e per sé non poteve essere tradotto visivamente nello stesso modo e che doveva quindi trovare sul grande schermo una sua voce, una sua firma iconica.
Ho amato meno gli eccessi di violenza e di sangue, esageratissimi rispetto alle coreografie molto contenute di Gibbons. Anche qui, il regista ha cercato di trovare una sua voce, ma a volte ho avuto l'impressione che fosse un po' troppo acuta, un po' troppo gracchiante.
Nel complesso, credo però che sia un film bellissimo, voto "tra l'8 e il 9", risultato grandioso se si pensa alla sfida di realizzare "il film irrealizzabile", di dare voce, movimento, musica, alle parole di Moore e ai disegni di Gibbons, alla loro cosmogonia parallela, al loro viaggio nella storia, nell'universo dentro e fuori di noi.
P.S. Consiglio a tutti i fan di WATCHMEN fumetto di non perdere WATCHING THE WATCHMEN, il making of della serie originale, da pochissimo edito da Panini Comics

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Mat/Tia 08/mar/2009 03:00:49
wim diesel 08/mar/2009 11:44:25
Paolo 08/mar/2009 16:16:46
Rico 09/mar/2009 11:14:36
Federico Strazzari 09/mar/2009 11:53:17
Spettatore di provincia 10/mar/2009 02:03:45
Marco Lupoi 10/mar/2009 09:13:33
Fabrizio 11/mar/2009 12:54:07
Emanuele 11/mar/2009 21:53:27
momonedusa 12/mar/2009 10:02:11
Marco Lupoi 13/mar/2009 00:13:10
Magilla 14/mar/2009 10:25:14
Rico 14/mar/2009 10:59:40
Magila 14/mar/2009 14:20:27
Magila 14/mar/2009 14:25:10
Rorschach 17/mar/2009 20:46:16
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