Cuoredichina - Cuoredichina

Cuoredichina di Marco Lupoi

RSS Feed

Vero sangue

TRUE BLOOD (Vero sangue) – in onda su FOX sul bouquet Sky – è una delle migliori proposte della nuova stagione satellitare. A una prima visione, si fatica a entrare nell'universo narrativo della serie: siamo a BonTemps, un paesino della Luisiana, popolato da attaccabrighe, uomini e donne di provincia americana, bianchi e neri, giovani e anziani. L'unica differenza con la Louisiana che conosciamo è che nel mondo di TRUE BLOOD esistono i vampiri, sono diventati un fenomeno mainstream, amnistiati e integrati nella società, grazie anche a un prodotto giapponese, il True Blood, un sangue artificiale che gli permette di affrancarsi dalla schiavitù di dover succhiare il sangue degli umani. Ma nel mondo di BonTemps le stranezze non finiscono qui: c'è Sookie, la protagonista, una ragazza telepatica, un intero cast di personaggi strani e imprevedibili; si intravede un universo ancora più ampio, in cui i vampiri sono solo una delle anomalie del tempo e dello spazio. Come dicevo, se si vedono solo due-tre puntate, si fatica a trovare il nesso, a vedere l'affresco, a capire lo spirito e la profondità dei personaggi. Ma siamo davanti alla nuova serie di Alan Ball, il produttore che con SIX FEET UNDER ha esplorato la vita, la morte, e tutto quello che c'è nel mezzo, nel più profondo e toccante serial TV di tutti i tempi. In TRUE BLOOD, Alan Ball continua ad aggirarsi nelle zone della fiction dove sunt leones, offrendoci una serie difficile da interpretare, ma che diventa chiarissima appena si superano le quattro puntate consecutive. I veri protagonisti della serie sono due, entrambi raramente visti in TV con questa intensità, questa originalità. Il primo è il senso della diversità, dell'appartenenza e della non-appartenenza. I vari personaggi si aggirano per BonTemps inseguendosi e respingendosi, con tutte le polarità e le diversità esposte come carne viva: vampiri e non vampiri, bianchi e neri, etero e gay, amici e nemici, poliziotti e civili. Il secondo, già presente in SIX FEET UNDER ma qui più scoperto, palese, è il sesso, in tutte le sue metafore ed interpretazioni esplicite. Il sesso mimato, cercato, temuto, urlato, paventato, tra amanti ed amici, vittime e carnefici, schiavi e padroni, gente di razza diversa. Unico vero collante capace di travalicare tutto, forza primigenia e trasversale, che si mescola con la brama di sangue, uno metafora dell'altro, in un continuo gioco di rimandi visivi e testuali.
Dopo poche puntate, TRUE BLOOD si insinua nella testa, con il suo umorismo macabro, la sua turgida e degenerata sequela di immagini, la sua sigla che si ficca nella testa come un chiodo. E lo si guarda beatamente immersi, assorbendo l'atmosfera che sa di sudore e afa fin dalle prime ore della mattina, pensando alle cose cattive che fanno gli uomini e le donne, tra la palude e il fiume, laggiù in Louisiana.

Commenti

Ha decisamente le carte in regola per diventare una delle mie serie preferite!
True Blood è davvero una bella serie, aspetto la seconda stagione :P X-Bye
Mi mancano 2 puntate per finire la prima serie, non ti anticipo niente, tranquillo..comunque davvero bella. Rimanendo in tema ho visto anche Wolverine; bello davvero. In proposito ho 2 domande da farti: il vecchietto che accoglie Logan e lo fa dormire nel fienile è Chris Claremont vero? Stan Lee invece non sono riuscito ad individuarlo stavolta, che tu sappia compare? e se si dove?? bye