Dall'interno del capannone della casa di campagna sto seduto su uno sgabello e mi connetto alla rete, guardo la posta, ascolto Diamond and Rust di Joan Baez che suona dallo stereo qua a fianco. Ci vuole una giornata speciale per svegliarsi e ascoltare questa canzone, è una di quelle che ti entra dentro subito, colpisce senza pietà il cuore, fa rizzare i peli delle braccia. E' la canzone della vita, dei diamanti e della ruggine, delle meraviglia e dell'orrore come direi io, delle felicità e delle infelicità che compongono i nostri giorni, forse del motore che alimenta la nostra esistenza, e ci rende umani e veri.
Guardo di fuori, oltre il portone spalancato che un tempo faceva passare trattori e mucche, e che ora fa da soglia a quello che potrebbe sembrare un loft newyorchese trapiantato dalla 5a strada alla fondovalle Sillaro.
Sembra un quadro, se non fosse reale. Il marciapiede di mattoni rossi, la striscia d'ombra, poi il sole, e una unica sdraio da mare bianca, dove ieri mi sono sdraiato a leggere fumetti e a guardare il tramonto, e che adesso è lì vuota e sola, leggermente spettrale. Poi, con il terrapieno che sorregge la casa che inizia a discendere verso la valle, un grande albero, un olmo forse. Era una pianticella quando siamo arrivati qui, e adesso è un albero così grande che occupa quasi tutto il quadro, un po' nasconde l'orizzonte.
Il quale invece continua a esistere e a farsi intravedere dietro. La montagna emiliana che separa Sillaro da Idice, con in cima la Flaminia Minor, la strada romana dimenticata che collegava Bologna ad Arezzo e di cui rimangono solo poche tracce fantasma, un sogno per trekker e mountain biker emiliani.
E poi il cielo, che oggi è terso e azzurro, diverso dal sipario di nuvole di ieri, un cielo infinito e pieno di possibilità.
E mentre lo guardo e Joan continua a suonare, non mi muovo per un po', mi prendo la figura e lo sfondo, la totalità gestaltica della scena, tutto il passato, tutto il presente, tutti i futuri possibili e impossibili, probabili e improbabili, desiderati e indesiderabili.
Forse sorrido un poco. O forse no. Ma respiro, questo sì, respiro.
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Commenti
guido 21/lug/2009 00:20:26
michele 22/lug/2009 08:20:30
michele 24/lug/2009 23:20:55
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