Cuoredichina - Cuoredichina

Cuoredichina di Marco Lupoi

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California dreaming, 2009


My hotel window
Inserito originariamente da Marco40134

E’ difficile più del solito parlare di San Diego quest’anno. Certo, alla fiera, al Comic-con ci sono stato, ho fatto diligentemente la fila per prendere il mio pass e sono entrato e uscito diverse volte dal centro congressi della città, dal mercoledì pomeriggio al sabato sera della terza settimana di luglio. Ma non posso dire di aver visto quasi nulla: una sbirciatina agli stand dei principali editori, qualche foto, tre libri dei tre dei miei autori favoriti (Darwin Cooke, Chester Gould, David Mazzucchelli). Ma tutto il tempo sono stato altrove, nella lobby dell’Hilton o del Marriott, in sale riunioni seminascoste al quarto piano o al terzo, in ristoranti che servivano bistecche, sushi, uova fritte o insalate, a prendere caffè, the freddi, coca cola, persino birra dopo le 18.00, e a parlare, parlare, negoziare, presentare, ascoltare, presenziare, capire, far capire. Ho comprato e venduto, scoperto i piani editoriali dei principali editori, visto cose da far venire l’acquolina in bocca e altre completamente da dimenticare. Ho soprattutto visto il graduale spostamento del fumetto in altri territori: dai fumetti da leggere online o sul telefonino, a quelli che diventano o diventeranno un film, o i film che vogliono diventare dei fumetti. Per non parlare dei cartoni animati e della loro progressiva trasformazione da prodotti godibili in TV o in DVD a qualcosa di più sfuggevole, che si consumerà in streaming su canali gratuiti sostenuti dalla pubblicità oppure scaricati dall’iTunes Music Store nella formula “download to own”.
E attorno a tutto questo chiacchiericcio, a questa ondata di discorsi sul presente e sul futuro, come sempre, la convention. Ormai arrivata al collasso, con i biglietti pre-venduti tutti da due mesi, e quindi una sorta di “tappo” alla propria stessa crescita. Con le file di dodici-tredici ore (notte compresa) per partecipare alle conferenze stampa su Lost Season 6 o su New Moon, e con la richiesta (assurda!) di un biglietto speciale per poter sostare in fila dentro il centro congressi, la comic-con è ormai vittima del proprio gigantismo. Non può crescere ulteriormente, e se rimane così diventerà sempre di più un evento per partecipare al quale è necessaria una preparazione con mesi e mesi di anticipo, senza la “spontaneità” di uno show cui chiunque può aggregarsi, anche all’ultimo minuto. Si è parlato di trasferire l’evento a Las Vegas o a Los Angeles, ma San Diego è qui, è questo pezzo di città con gli hotel in cui si fa tardi la sera, i ristoranti messicani dove chiedono il passaporto per verificare l’età anche ai sessantenni, gli studenti croati o ungheresi che operano i “bike-taxi”, i taxi-bicicletta che per cifre assurde (15 USD per pochi isolati) portano i visitatori pigri da un capo all’altro del centro…

E in tutto questo, io che come sempre in questo periodo ho energia che sembra inesauribile, e che mi piroetto da un incontro all’altro, non perdo mai la pazienza, bevo cappuccini al latte di soia e frullati di frutta, prendo appunti che solo io capisco, faccio foto a tutto e a tutti, guardo il cielo e conto le nuvole, respiro e misuro il tempo, sono qui di nuovo dopo diciassette anni dalla prima volta, ed è tutto uguale e tutto diverso, e io sono lo stesso, ma anche no, e mi si vede addosso, e sorrido e mi sorridono, e guardo la città alle quattro di notte dalla finestra della mia camera, con l’inevitabile altrove all’orizzonte, e sono proprio qui, proprio adesso, proprio io.

Commenti

sarà interessante vedere se e come evolverà anche da noi la formula on line del fumetto, in fatto di avanguardia tecnologica l'Italia è sempre molto sonnacchiosa rispetto ad altri Paesi, ma resta il fatto che le modalità di fruizione stanno di fatto cambiando..sicuramente non raggiungeremo i livelli della Corea, in cui i manhwa online sono il pane quotidiano (pensiamo a un successone come Romance Killer di Doha), però - ripeto - sarà interessante scrutare l'evoluzione.
Fumetti on line...no, per favore!