Cuoredichina - Cuoredichina

Cuoredichina di Marco Lupoi

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The way I am today

Non sono stato mai un mese intero senza postare, ma in questo settembre il rischio c’è, davvero.

Perché la vita a volte travolge e ci toglie le parole, o meglio, ce ne lascia tante ma troppo personali, dolorose, intime, per essere condivise con il mondo, per essere oggetto di post, di una disamina condivisa, spudorata, esplicita.

Ci sono blogger che di sé non tacciono nulla, che mettono in piazza ogni istante della vita, senza reticenze, senza censure. E’ un lusso, ma anche una follia, dato che quello che ci succede tocca sempre anche gli altri, e ogni condivisione può essere una ferita inferta a qualcuno, anche solo il tono di quel che si scrive può fare del male, spargere sale sulle ferite.

Io qui posso solo sfiorare, accennare, annuire. Dire che a volte la vita ci porta dove mai avremmo pensato di andare, ci trasporta in piani di esistenza, in mondi paralleli, ci fa esplorare cunicoli, sotterranei, cieli aperti, vedere il mondo come è e come potrebbe essere, ci delizia con i cieli pieni di nuvole, e ci atterrisce, e ci schianta negli abissi del dolore.

Ci cambia.

Che percorriamo le strade del mondo, e a volte osserviamo paesaggi e campagna e possibilità, e altre volte ci lasciamo solo andare, percorriamo tratti lunghissimi con gli occhi pieni di lacrime, solo con la vita che scorre, e passa l’estate, e passa tutto, ma non la vita.

Quella rimane sempre, sopravvive a se stessa, con il suo miracolo e il suo orrore, con le sue facce visibili e nascoste, il suo mistero, la sua bellezza. Con l’amore che tutto regola, a cui tutto l’universo obbedisce, nelle sue innumerevoli forme, nelle sue innumerevoli realtà.

Commenti

È il momento giusto per mettere sul piatto del tuo Cd "The Incident" dei Porcupine Tree, Marco. Per il resto, forza e onore!