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Cuoredichina di Marco Lupoi

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A Torino e ritorno


Marvel Italia in Turin
Inserito originariamente da Marco40134
Quando arrivo a Torino in auto, il cuore mi si apre sempre. Vedo il lungofiume con la gente che corre, gli edifici visionari, le statue, i viali, le Alpi sullo sfondo se l’aria è giusta, la Mole, i parchi, i palazzi con i loro balconi, e i loro sogni architettonici. Mi sembra tutto così spettacolarmente aperto e accogliente, che sempre un poco mi immagino come sarebbe vivere qui, e scambiare l’emilianità con la piemontesità, due culture così diverse ma che varie cose hanno in comune (non ultimo, la passione per la tavola). Temo e immagino che rimarrà un pensiero ozioso, ma immergersi in Torino anche solo per un giorno o due di Fiera del Libro continua a essere uno dei piaceri costanti della vita di chi si occupa di editoria.

Girare per gli stand, guardandoli uno a uno. Imbattersi in  scrittori conosciuti personalmente (Tiziano Scarpa e Luca Sofri quest’anno) o in autori di fumetti come Vittorio Giardino. Perdersi tra i libri di Bollati Boringhieri o Einaudi o Mondadori o NeriPozza. Passare in rassegna tutti i libri di design. Farsi finalmente convincere a comprare l’enciclopedia della matematica Einaudi, quattro volumi a 390 euro a piccole rate di soli 20 euro mensili (in un rigurgito di orgoglio matematico, ovviamente). Conoscere colleghi blogger come Giovanni Odetto.

Quanto a noi operatori dei fumetti ci siamo, ma siamo ospiti secondari, siamo il cugino di secondo grado che si fa mangiare in tinello. Quest’anno gli stand di Torino Comics non sono in una tensostruttura esterna a cuocere sotto il sole, ma in ambienti di cemento, con aria condizionata. Peccato che siano fuori comunque dall’edificio principale, in fondo a tutto. Per trovarci, bisogna venirci a cercare. Furbescamente, alcuni non hanno voluto finire nel cul-de-sac di Torino Comics (tipo Star Comics) e si sono presi uno spazio, magari minuscolo, nei padiglioni principali. Altri sono ricorsi allo stratagemma di avere due stand, uno piccolino nei padiglioni veri e propri della Fiera, uno più grande nella zona Torino Comics.

Tra la doppia presenza di tanti editori di comics, e la strisciante apparizione di letteratura a fumetti sui banchi di vari editori di narrativa tradizionale, si ha l’impressione di una sottile espansione del mondo a nuvolette: non più solo sulle pareti dell’edicola o sugli scaffali delle fumetterie, ma anche  nelle tradizionali librerie di varia, finora abbastanza prive di materiale a fumetti, a differenza di quanto succede oltralpe o, figuratevi, negli Stati Uniti.

In questa direzione va letta la presentazione della nostra linea Manga Gold di Panini Comics, che vuole portare in libreria il manga, il fumetto "popolare" nipponico, così come avviene in USA, Francia, Germania etc. A Torino sono stati presentati i primi quattro titoli, presenti ognuno nelle sue prime 3 uscite, nell’imminenza del lancio ufficiale previsto per il 15 maggio… E’ un’iniziativa inedita, ma fuori dal nostro paese è così che si è diffuso il manga, e in America ha fatto addirittura da apripista alla distribuzione massiccia dei volumi a fumetti autoctoni. Non resta che incrociare le dita, fare un salto, essere nel vuoto… e vedere quanto lontano si atterra…

Commenti

Vedi Marco, (posso darti del tu vero?) l'idea delle edizioni gold da vecchio lettore di fumetti l'ho apprezzata veramente, poichè speravo di poter finalmente gustare in una edizione "di lusso" tante vostre testate che non ho acquistato perchè sinceramente non soddisfatto da una edizione "economica". In genere edizioni simili sono singolarmente, ed è questa cosa che non capirò mai, rivolte a titoli di nicchia. Si preferisce ripubblicare anche 10 volte lo stesso fumetto famoso in edizioni economiche (ma a quel punto non basterebbe una ristampa invece che presentare nuove edizioni? vedi "berserk" o "dragonball" e le loro mille edizioni) ed invece si dedicano a fumetti di nicchia, di autori spesso poco noti, edizioni di "lusso", proposte spesso ad un prezzo doppio rispetto alla serie famosa. E' una scelta che ho sempre ritenuto singolare, se non altro perchè dal punto di vista del lettore (e dell'appassionato) faccio più fatica a spender soldi su un prodotto di un autore a me ignoto piuttosto che di un autore che so di apprezzare (un esempio: "Ikigami" proposto ad un prezzo eccessivo per un autore inedito in italia, un prezzo che invece avrei potuto capire sulla ristampa di "Slam Dunk"). Per questo da lettore speravo di potermi gustare un "Naruto" in edizione da collezione, ed ammetto di esser rimasto particolarmente deluso per l'edizione GOLD, perchè a dispetto di tutte le premesse si è rivelata ben al di sotto delle mie aspettative. Come detto sono un lettore di vecchia data, che si è avvicinato a questo mondo sul finire dell'era granata, e conosco discretamente il panorama editoriale italiano; vedere edizioni migliori delle vostre (dal mio punto di vista chiaramente) ad opera di editori minori (e non parlo di Hazard o Coconino, ma di editori che pubblicano a prezzo tutto sommato competitivo per quanto non popolarissimo, penso a Jpop, a Flashbook, a D/Visual) mi rammarica. Confrontando infatti un "Manhole" con un "Naruto Gold" davvero credo non vi sia paragone. Spero in un futuro che il mio "sogno" si possa realizzare compiutamente, e che si possano avere davvero a prezzi "competitivi" (relativamente almeno) best seller meritevoli ben più di alcuni titoli di nicchia di una edizione con i controfiocchi. Vabbè penso sia tutto, ti leggo ogni tanto con piacere ed era la prima volta che postavo un commento, anche se in dissenzo spero tu non me ne voglia! Un in bocca al lupo per la vostra nuova avventura con le "gold"
Per me è stata la prima volta a Torino: stupendo! Peccato che non ho avuto il tempo di dare un'occhiata a tutto (come avrei voluto), ma forse è stato meglio così altrimenti avrei dilapidato un patrimonio!
Caro Marco è stato un grande piacere conoscerti ed è un onore essere citati sul tuo blog! :-)